sabato, 12 aprile 2008, ore 09:10
scarabocchiato da lateresa in


Lei,
la mia mamma è una Rosa che si chiama Rosa,
ha mani rugose e occhi stanchi,
 occhi che da bambina hanno visto la guerra, il dolore, la fame.
Una donna del sud che con mio padre ha vissuto l’emigrazione negli anni del dopo guerra.
Con una valigia di cartone, poche cose,
ma tanta speranza nel cuore, tanta voglia di ricominciare una vita nuova lontano dalla sua famiglia, dalla sua terra,.
Racconti di duro lavoro, di enormi difficoltà, infinita nostalgia, ricordi di persone del sud mai più riviste, ma anche gioia per nuovi amici conosciuti al nord.
Quando penso alla mia infanzia, la rivedo sempre di corsa , per arrivare puntuale all’uscita della scuola, nelle faccende, ma sempre attenta e protettiva con noi figlie.
Mia madre è cocciuta e dolce, aggressiva ma pronta alla resa, davanti alla nostra resistenza.
Per lei, sono ancora la sua bambina, se chiudo gli occhi,  mi pare di sentire le sue raccomandazioni, “hai chiuso il gas?”, “hai messo la maglia di lana?” “vedrai che tutto andrà bene”.
Ancora oggi, prima di addormentarsi, mia madre, si raccoglie per recitare dei pateravegloria, per chiedere protezione per tutta la famiglia specialmente per mia sorella.
Mia mamma, è la casa, il rifugio, un grosso punto di riferimento nella mia vita, un legame forte e tenerissimo.
Di mamma ce né una sola, la mamma è sempre la mamma,  insostituibile  e unica, mamma, ti prego … resta cosi per l’eternità!

La famiglia della rosa.

La rose è una rosa
e fu sempre una rosa.
Ma ora si dice un'altra cosa.
che la mela è una rosa,
e la pera succosa.
Dio sola sa che cosa
ancor si mostrerà come una rosa.
Di certo, si anche tu sei una rosa,
ma tu lo fosti sempre, quella rosa.
(Robert Lee Frost)

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Commenti
#1   12 Aprile 2008 - 10:21
 
(Simone Cristicchi)

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel '54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant'anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un'emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L'accordo dissonante di un'orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio...
misurate le distanze
E guardate tra me e voi... chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cllniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l'ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent'anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un'emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.
(4 marzo 2007)
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#2   12 Aprile 2008 - 11:02
 
grazie per il testo, è una delle mie preferite. ciao
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#3   12 Aprile 2008 - 20:28
 
Questa è la più bella dichiarazione d'amore che si può fare alla propria mamma.
Dolcissima Teresa.
Un abbraccio da Daniele
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#4   13 Aprile 2008 - 17:13
 
Mia mamma ancora mi chiede se mi sono lavata la faccia.. pensa un pò:)
Un bacio *
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#5   15 Aprile 2008 - 16:29
 
Bel post, e perfetta l'associazione con quel brano di Frost...
Ma la fotocopia l'hai fatta di Gelli o del nano bandanato? ;-)
Ho appena postato una prima analisi del perché gli italiani abbiano votato così, è un po' lungo, ma spero ne valga la pena...

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